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11.04.2017 h 18:42 di  Redazione Liceo Varchi

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All’Accademia Valdarnese Del Poggio si discute sul rapporto tra musica e filosofia

“La filosofia è la musica più grande” (Platone); “La musica è una rivelazione più profonda di ogni saggezza e filosofia” (Beethoven)
All’Accademia Valdarnese Del Poggio si discute sul rapporto tra musica e filosofia
È con sole due citazioni che il dirigente scolastico Nedo Migliorini introduce e al tempo stesso sintetizza l’essenza dell’argomento trattato durante la conferenza tenutasi lo scorso 18 febbraio presso l’Accademia Valdarnese Del Poggio, a Montevarchi. L’evento è stato promosso dall’Accademia all’interno del ciclo denominato “I sabati dell’Audioteca”.
 
Migliorini esprime con efficace schematicità il percorso storico che illustra i rapporti fra musica e filosofia i quali, viene fatto intendere sin da subito, sono perennemente legati in modo molto stretto; questo legame è da considerarsi rilevante in quanto ha permesso lo sviluppo dell’una e dell’altra disciplina verso le loro forme attuali. 
 
Proprio a causa di questa reciproca corrispondenza tra la filosofia e la musica, talvolta è nata una sorta di commistione tra la figura del filosofo e quella del musicologo; in questo senso è possibile individuare l’operato di un filosofo nei confronti della musica, in quanto è attuato sotto due differenti punti di vista: 
 
Un lavoro teoretico, ossia che vuole comprendere la natura e il suo significato dell’oggetto-musica;
Un lavoro volto a considerare la musica come mezzo per definire la realtà.
 
Un altro aspetto affascinante (probabilmente proprio per questo messo in evidenza dal relatore) è la considerazione della musica come una vera lingua, un potente mezzo di comunicazione capace di trasmettere non solo stati d’animo, come si può pensare, ma emozioni pure e, addirittura, concetti.
 
A questo punto si tratta della visione della musica nella filosofia greca antica e dell’analisi dei fenomeni acustici, che sono particolarmente intriganti per gli appartenenti alla Scuola dei Pitagorici, per poi passare per il Medioevo, il Rinascimento, il Seicento e il Settecento e l’Ottocento, fino ad arrivare al Novecento, periodo che si avvicina molto per le sue concezioni a quello contemporaneo. 
 
Il pubblico è composto per quasi la metà da giovani frequentanti diverse scuole superiori di Montevarchi e non solo, compreso il Liceo Benedetto Varchi e l’interesse viene incrementato anche dall’ascolto di brani musicali, l’ultimo dei quali fa da conclusione dell’intera conferenza: Un sopravvissuto di Varsavia” di Arnold Schoemberg.
 
 

Data della notizia:  11.04.2017 h 18:42

 
 
 
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