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23.05.2017 h 18:59 di  Redazione Liceo Varchi

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Decretati i vincitori della gara di scrittura per il biennio

Il corso di scrittura dei professori Tempi, Navarrini e Parati si è concluso con la gara del 27 aprile e con la relativa premiazione
Decretati i vincitori della gara di scrittura per il biennio
In linea con gli argomenti delle lezioni a cui hanno partecipato in orario extrascolastico, gli studenti del primo anno si sono sfidati nella gara del 27 aprile sul campo del testo narrativo. A ciascun partecipante delle classi prime è stato dato uno stesso incipit ed è stato richiesto di continuare scrivendo una propria storia originale. Di seguito riportiamo l’incipit:
«Una ragazza sta leggendo seduta accanto alla finestra. La storia la prende tanto che non riesce a staccare gli occhi dalle pagine. Mentre segue con attenzione la vicenda che la assorbe interamente, sente un rumore improvviso che proviene dalla strada. Sarà stato un incidente, si dice. E riprende a leggere. Subito dopo un altro colpo. Il vetro della finestra trema. Perfino il libro trema fra le sue mani. Ma la ragazza non vuole a nessun costo staccarsi dalle pagine. Al terzo botto la casa trema. La ragazza non può fare a meno di alzarsi e avvicinare la faccia al vetro. Quello che vede le fa cadere il libro dalle mani…»

Agli studenti di seconda invece è stato dato il compito di stendere un testo argomentativo, con tema “l’amicizia”, mettendo a confronto due testi: uno antico, un passo dal De amicitia di Cicerone:
«[...] Quando molto spesso rifletto sull'amicizia, mi sembra che occorra soffermarsi soprattutto su un punto: ricerchiamo forse l'amicizia spinti dalla debolezza o dal bisogno perché, seguendo la logica del dare e dell'avere, speriamo di ottenere dagli altri quel che da soli non riusciamo a procurarci per poi restituirlo a nostra volta? Oppure, fermo restando che questa sia una caratteristica dell'amicizia, la causa è un'altra, più nobile, più bella, più naturale? L'amore, infatti, da cui l'amicizia trae il nome, dà il primo impulso al legame affettivo. È vero che si ottengono spesso vantaggi anche da chi riceve l'onore di un'amicizia simulata e gli ossequi dell'opportunismo. Nella vera amicizia, al contrario, nulla è finto, nulla è simulato, tutto è vero e spontaneo. (27) Perciò, secondo me, l'amicizia deriva dalla natura più che dal bisogno, da un'inclinazione dell'animo mista a un sentimento di amore, più che da calcoli utilitaristici.» (Cicerone, Laelius de amicitia, VIII, 26‐27, 44 a.C.)
e uno moderno, tratto dal libro “L’amicizia” di F. Alberoni:
Esiste ancora l’amicizia nel mondo contemporaneo? Ad una prima osservazione sembrerebbe di no. Il mondo degli affari è dominato dal mercato e dall’utile economico. La politica dalla competizione per il potere. In entrambi i casi c’è ben poco spazio per rapporti personali sinceri. Il mondo moderno, inoltre, ci impone un continuo mutamento. Quando cambiamo residenza e lavoro finiamo anche per lasciare i vecchi amici. Promettiamo di rivederci ma, poi, sorgono in noi nuovi interessi, nuovi bisogni, abbiamo nuovi incontri. […] Molti pensano che l’amicizia sia una sopravvivenza del passato. […] Secondo costoro l’amicizia, col passare degli anni, perde di importanza, e il suo destino è di scomparire per lasciare il posto a rapporti impersonali e obiettivi. Altri ritengono che l’amicizia riuscirà a sopravvivere, ma confinata accuratamente alla sfera dell’intimo, senza alcuna contaminazione con gli affari, i pubblici uffici e la politica [...] In Italia, la parola amicizia ha assunto addirittura un significato negativo, di privilegio, di raccomandazione. Per trovare un posto di lavoro, per essere ammesso all'ospedale, per avere una casa in affitto, occorrono delle raccomandazioni, delle amicizie. Se segui la procedura regolare, burocratica, non ottieni nulla. L'amicizia è il mezzo per passare davanti agli altri, per eludere la norma. (F. Alberoni, L’amicizia, Milano, Garzanti, 1984)

Sono stati premiati tre studenti per ogni anno, più due menzioni speciali. Per le classi prime, la menzione è andata a Pietro Checchi, mentre sul podio hanno preso posto come terza classificata Martina Morrone e come seconda Matilde Scianni, mentre il gradino più alto se lo è aggiudicato Giada Fratini. Per le classi seconde è stato menzionato il testo di Federico Bidini, il terzo premio è andato a Sofia Panzieri, il secondo a Giulia Garella ed è stato giudicato miglior testo quello di Margherita Ungaro. I premi non potevano consistere che in dizionari di italiano e libri di narrativa.

Introducendo la premiazione, il preside Nedo Migliorini si è congratulato con i ragazzi vincitori, sottolineando il riconoscimento dato loro dalla scuola e l’importanza del suo valore ideale. I ragazzi, intervistati sulla loro esperienza con il corso e la con gara di scrittura, si sono detti molto soddisfatti: il corso è stato apprezzato in tutta la sua totalità ed i vincitori hanno voluto precisare la sua utilità anche al di fuori della gara, durante le ore scolastiche di italiano.
 

Data della notizia:  23.05.2017 h 18:59

 
 
 
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