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08.05.2017 h 16:30 di  Redazione Liceo Varchi

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Vieri Righi: la Federazione Italiana Di Atletica Leggera ha un campione al Liceo Varchi

Abbiamo intervistato l’atleta Vieri Righi, che negli anni si è distinto a livello nazionale nello sport dell’atletica leggera, per cercare di comprendere le basi e il percorso di questa incredibile escalation
Vieri Righi: la Federazione Italiana Di Atletica Leggera ha un campione al Liceo Varchi
INTERVISTATORE: Ciao Vieri, di preciso di quali specialità ti occupi?
RIGHI: Ciao, in realtà ne faccio un bel po’: corro nei 100, 200, 400 metri, nei 110 e nei 400 ostacoli e faccio il salto in lungo.
I: Ormai è molto tempo che pratichi atletica, come è nata la tua passione?
R: A dire il vero, me lo ha consigliato un amico diversi anni fa e da allora, con alti e bassi, sono rimasto appassionato di questo sport.
I: Quindi non hai mai pensato di smettere di allenarti o di fare una pausa dall’atletica?
R: Molte volte nel corso degli anni ho pensato di prendermi una pausa, fra l’altro anche recentemente, ma l’interesse per questo sport e soprattutto i risultati mi hanno spinto a continuare.
I: Bene, parliamo di una tua gara tipo. Di solito hai qualche rito per il pre-gara?
R: Ascolto sempre musica prima di correre, un po’ di tutti i generi.
I: Quali sensazioni provi prima, durante e dopo una competizione?
R: Prima, di solito sono molto emozionato; mentre corro sono solo concentrato sull’obiettivo quindi non provo niente; dopo ovviamente mi sento stanco, e, in base al risultato, soddisfatto o amareggiato.
I: Quale è stata la gara più importante per te, fino a ora?
R: La competizione più importante sono stati i campionati italiani indoor di quest’anno, un evento di tre giorni in cui i migliori atleti d’Italia gareggiano per il titolo.
I: È andata bene, giusto?
R: Sì, infatti ho registrato il miglior tempo dell’anno e personale. Poi sono arrivato primo sia in semifinale che in finale, quindi è stata un’esperienza indimenticabile.
I: Complimenti! Sappiamo che sei considerato una promessa dell’atletica italiana, non senti mai pressione per questo?
R: No, mai, grazie soprattutto alle persone che mi stanno intorno e non mi danno nessun motivo per averne. Anzi, più che motivo di pressione, questa consapevolezza è una spinta ad andare avanti e fare sempre meglio.
I: Bene, passiamo all’esperienza in nazionale: sei stato convocato due volte: cosa si prova a vestire la maglia azzurra?
R: La maglia della nazionale sicuramente ti fa provare molte emozioni, in particolar modo gioia e soddisfazione per gli sforzi fatti.
I: Parlando del futuro, quali sono gli obiettivi che ti sei posto? Tra questi ci sono anche le Olimpiadi di Tokyo 2020?
R: Se penso al concreto il mio obiettivo primario è la partecipazione ai Campionati Internazionali Giovanili. Le Olimpiadi direi che per ora sono solo un sogno, ma chissà.
I: È sempre meglio sognare in grande dicono, no? Grazie Vieri per averci dedicato un po’ del tuo tempo e ci auguriamo che ci saranno altre occasioni per avere un’altra intervista con te!
R: Grazie a voi! 
 

Data della notizia:  08.05.2017 h 16:30

 
 
 
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